L'itinerario si svolge in parte
lungo la strada che conduce dalla Statale Adriatica verso il
centro storico, in parte tra le vie del nuovo incasato, dove,
a partire dal XVII secolo, furono edificate, rispettivamente, numerose
case di villeggiatura (o ville) e residenze gentilizie.
Nel caso delle ville (il termine
rimanda all'epoca romana), si tratta di edifici voluti dai possidenti
terrieri al duplice scopo di servire come centri di coordinamento
agricolo, con varie funzioni legate all'economia rurale (immagazzinaggio
dei prodotti, centro di riferimento dei fondi circostanti e coordinamento
delle attività agricole) e come residenze estive in grado di rappresentare
il benessere economico e lo "status" sociale della famiglia possidente.
Edificate
in origine fuori delle mura cittadine, negli ampi spazi agricoli,
talora tali ville hanno mantenuto la loro posizione isolata (come
nel caso di Villa Sgariglia), altre volte sono invece state
inglobate nel tessuto urbano e perdendo il loro "aristocratico isolamento":
solo la recinzione e la presenza di un parco o un giardino riescono
a garantire ancora un po' di privacy.
Generalmente queste ville venivano
abitate da maggio ai primi d'ottobre, in modo che la presenza del
proprietario coincidesse col periodo dei principali lavori agricoli;
durante la villeggiatura estiva la villa diveniva luogo privilegiato
per feste, balli e ricevimenti sontuosi. La villa, che fino a tutto
il '700 ha svolto un ruolo centrale nell'economia agricola, vede oggi
messa in crisi la sua funzione a causa dell'urbanesimo, del declino
dell'agricoltura, della fine della mezzadria, della modernizzazione
agricola e dello sviluppo dell'industria manifatturiera.
Comunque la sua struttura mantiene
ancora uno splendido rapporto col paesaggio, col quale riesce a creare
particolari effetti scenografici, che meritano di essere riscoperti
e valorizzati.
Le principali ville presenti sul
territorio comunale di Grottammare sono Villa Laureati, Villa
Azzolino e Villa Sgariglia.
Oltre alle ville di campagna, Grottammare
presenta, nella zona del nuovo incasato, degli edifici signorili costruiti
per servire come residenze delle famiglie influenti di un tempo. Come
le altre costruzioni del borgo marinaro e in accordo con i criteri
elaborati da Pietro Augustoni nel piano urbanistico del 1779,
anche queste dimore si disposero su fasce parallele alla Via Lauretana,
arteria principale del nuovo incasato, o sulle vie trasversali che
si intersecano ad angolo retto formando isolati quadrangolari. L'Augustoni
prescrisse che le abitazioni che fossero sorte lungo Via Lauretana
avrebbero dovuto avere tre piani, mentre quelle delle schiere retrostanti
avrebbero dovuto essere a due piani.
Tra i palazzi signorili di Grottammare
è possibile riscontrare sia l'impianto a blocco rettangolare, allungato
lungo la strada con profondità piuttosto modesta, che la forma più
compatta, con pianta tendente al quadrato. In alcuni casi queste dimore
erano arricchite da giardini, posizionati sul lato opposto alla facciata
principale, come si vede ancora oggi nell'attuale sede del palazzo
comunale.
Il
palazzo signorile si differenzia dalle altre abitazioni per le maggiori
dimensioni delle unità edilizie e degli ambienti interni, per la diversa
conformazione ed importanza della scala, per la presenza di decorazioni
alle aperture e soprattutto per l'evidenziazione decorativa dei portali
d'ingresso. Generalmente a tre piani, ha il piano terra destinato
prevalentemente a servizi della residenza e a magazzini, il piano
soprastante, o piano nobile, che ospita le stanze per il pubblico,
presenta un'altezza superiore alla norma ed è generalmente evidenziato
nei prospetti principali dal ripetersi ordinato delle aperture.
Tra le principali abitazioni di
questo genere, si ricordano: Palazzo Citeroni, Palazzo Ex-Venieri,
Vecchio Palazzo Municipale, Nuovo Palazzo Comunale,
Palazzo Salvi-Fenili, Palazzo Fenili-Guerrieri, Casa
Speranza, oggi Villa Helvetia.
Il percorso può iniziare da Villa
Laureati (cfr. Villini Liberty - Le ville più antiche),
situata all'imbocco di Via S. Agostino che si trova sulla destra
appena superato il bivio che dalla Statale adriatica conduce verso
Ripatransone ed è ornata da profumate piante di aranci, lecci, pini
e alloro. Villa Laureati, costruita sul finire del XVIII secolo dal
vescovo di Ripatransone Bartolomeo Bacher, amante di Grottammare
dove spostò la sua residenza, divenne poi di proprietà dei marchesi
Laureati. Pietro Laureati (1802-1876) fu un grande violoncellista
che si esibì con successo nelle principali corti e capitali europee.
Il capitano Giulio Laureati fu il primo aviatore che nel 1917
fece il tragitto Torino-Londra, attraversando le Alpi, senza scalo,
portando un messaggio personale del re Vittorio Emanuele III al re
d'Inghilterra.
Il 12 ottobre 1860 Vittorio Emanuele
II vi ricevette la Delegazione partenopea che gli offriva l'ex
Regno borbonico e la corona d'Italia, così come ricordato da una lapide
marmorea posta nella facciata sud. Nel 1925 vi fu ospite Umberto
II, allora principe di Napoli. All'interno del palazzo, fino a qualche
anno fa, si conservava l'appartamento reale di stile impero, oltre
e targhe e lapidi degli eventi passati. 
Continuando la passeggiata in Via
S. Agostino, sulla destra, dopo aver superato cinque rigogliosi
alberi di arancio, si trova Villa Azzolino (cfr. Villini
Liberty - Le ville più antiche), riconoscibile dalla doppia
scalea sul fronte. Voluta dal Cardinale Decio Azzolino, segretario
di Stato del Vaticano sotto Clemente IX, fu costruita nel XVII secolo
ed è tradizionalmente attribuita, seppur senza fondamento, al Bernini,
che fu in contatto con il Cardinale. Nella villa si sono svolti molti
incontri di poeti e letterati e, secondo gli storici locali, ospitò
nel 1665 la regina Cristina di Svezia. Tra il 1827 e il 1833 soggiornò
più volte nella villa, ospite della marchesa Azzolino, il re Guglielmo
di Westfalia, fratello minore di Napoleone. La facciata è caratterizzata
dalla doppia scala in laterizio, con corpo semicilindrico sporgente
al centro; sul ballatoio si apre il portale in pietra con arco a tutto
sesto sormontato da un architrave orizzontale. La simmetrica facciata,
scandita orizzontalmente in tre parti da modanature in laterizio,
vede alternarsi, ai lati del portale centrale, finestre, finestroni
e finestre cieche.
Il percorso tra le ville è completato
dall'elegante Villa Sgariglia (di proprietà privata e generalmente
non visitabile) situata al di fuori del centro storico, in Viale Firenze,
al confine con il territorio comunale di San Benedetto del Tronto.
Secondo alcuni storici locali, questa deliziosa villa settecentesca
sarebbe costruita sulle rovine dell'antico castello di Ischia,
uno dei tanti castra che, in epoca medievale, sorgevano sul territorio
di Grottammare. Di essa si deve notare la singolare configurazione,
con i due bastioni aggettanti, simmetrici e di forma ottagonale, posti
sul fronte principale, che chiudono il giardino d'ingresso, coprendo
in parte la vista della facciata e il "chiostro" di forma semicircolare
che delimita a monte il cortile retrostante. La collocazione di quest'ultimo
sembra suggerire una funzione prospettica, tipica delle ville del
periodo settecentesco: lo sviluppo in linea col portone principale
d'ingresso e con l'apertura d'accesso al cortile retrostante consente
infatti una veduta progressiva alquanto suggestiva.
La passeggiata può continuare nel
nuovo incasato, dove sorgono le principali residenze gentilizie.
Lungo l'antica Via Lauretana si
trova l'attuale Palazzo Comunale (cfr. Villini Liberty -
Le ville più antiche), costruito nel XVIII secolo come
villa della famiglia Ravenna (proprietaria della locale fabbrica di
potassa) su disegno di Pio Panfili architetto, incisore, pittore e
decoratore originario di Porto San Giorgio. Il palazzo presenta, sulla
facciata, il basamento in bugnato, due piani sovrapposti e due terrazze
laterali che movimentano la facciata. Nel piano nobile, nella Sala
della Giunta Comu
nale,
si può ammirare il soffitto dipinto con raffigurazioni floreali
e paesaggistiche inserite in ovali, racchiuse da splendidi cornici.
Proseguendo in direzione nord,
si incontra sulla destra il Vecchio Palazzo Municipale. Adibito
fino al 1860 a stazione per diligenze, fu ammodernato dall'ing. Giovanni
Passerini per ospitare gli Uffici comunali, gli Archivi, la Pretura,
la scuola comunale, ed il Telegrafo Governativo. Nel 1980 fu ristrutturato
e da allora ospita l'Istituto Tecnico per Geometri.
Da qui ci si può dirigere verso
Piazza Fazzini, fulcro della vita cittadina, su cui si affaccia
Palazzo Ciceroni (cfr. Itinerario - Il Neoclassico a Grottammare),
riconoscibile per l'orologio, edificato intorno al 1920-1925, su disegno
dell'architetto V. Pilotti. Un tempo, al suo posto, si trovavano la
torre civica con l'orologio e le logge comunali. I Citeroni ottennero
di poter costruire il palazzo con l'obbligo però di ricollocare l'orologio
cittadino ad uso della popolazione; le logge invece furono chiuse
ed occupate da esercizi commerciali.
Si può quindi proseguire lungo
Via Mazzini in direzione del mare, e osservare, sulla destra, Palazzo
ex-Venieri, costruito nel 1925, che spicca per la tinteggiatura
in colore rosso pompeiano su cui risalta la decorazione stile Liberty.
Ristrutturato di recente, all'interno è diviso in appartamenti e presenta
alcuni locali con soffitti affrescati.
Gli altri palazzi gentilizi sono
posti sulla Statale Adriatica, a nord, oltre la piazza San Pio V.
Il primo edificio che s'incontra è l'Hotel Villa Helvetia (cfr.
Villini Liberty - Le ville più antiche), ex Casa Speranza,
che si segnala per l'originalità delle soluzioni architettoniche,
quali le colonne di gusto neoclassico sulla facciata.
A seguire s'incontrano Palazzo
Salvi-Fenili e Palazzo Guerrieri-Fenili, prospicienti
le
vie Cavour e Cavallotti. I due palazzi, adiacenti tra loro, costituiscono
quasi un unico blocco. Si tratta di una delle poche costruzioni originali
del nuovo incasato, risalenti a fine '700 - inizio '800. Di proprietà
di Carlo Fenili, possiede soffitti affrescati. L'Aloysi sostiene che
vi alloggiarono lo stato maggiore dell'esercito e le reali cucine
durante le lotte per l'Unità d'Italia. Parte della costruzione è oggi
occupata dalla sede dei carabinieri.
