È una rappresentazione molto suggestiva, che si svolge a Grottammare ogni tre anni il giorno del venerdì santo; l'ultima edizione si è svolta quest'anno.

La prima testimonianza della processione risale al 1738; allora essa si svolgeva con cadenza annuale e veniva celebrata dalla Confraternita del Pianto con la partecipazione di quelle del Sacramento e del Rosario.

Cristo Morto - Foto Hobby

La sacra rappresentazione coinvolge tradizionalmente centinaia di abitanti di Grottammare, che si tramandano i ruoli assunti di padre in figlio e che percorrono, con una suggestiva processione, le vie del paese, attraversando il vecchio incasato e la marina a valle.

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Accompagnati dal suono dei tamburi e delle chiarine, aprono il corteo alcuni soldati a cavallo, a rappresentare l’antica potenza romana sconfitta dal trionfo di Gesù Cristo, seguiti dagli incappucciati che recano su vassoi i simboli e gli strumenti del martirio di Gesù. Cori di bambine accompagnano la rappresentazione della Via Crucis, con il Cristo che porta la croce circondato da soldati romani.

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Ci sono poi, accompagnati da cori di donne, gli arazzi che rappresentano la Via Crucis, il viaggio al Calvario, le sette parole di Gesù sulla Croce nell’ora della sua agonia, nonché altri simboli della morte e deposizione, il concerto musicale e il "Diplomatico" (l’autorità civile).

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Precedute dal clero, sfilano la Sacra Bara e le statue, velate di nero, dell’Addolorata, di S. Giovanni Evangelista, della Veronica e della Maddalena. Seguono la processione le Confraternite, che portano i lumi, i "sacconi", che portano i lampioni, le associazioni religiose, le autorità e i devoti.

 

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