La festa di Sant’Aureliano fa parte di quelle feste di antica tradizione popolare che si tramandano nel tempo restando quasi immutate. A Grottammare si affianca a quella del Santo Patrono, S. Paterniano, e a quella di S. Martino e, come queste due, è ancora molto viva e sentita.

Non si hanno notizie precise riguardanti la storia di Sant’Aureliano. Da alcune ricerche effettuate sembra che il Santo fu soldato romano, probabilmente martirizzato a Roma, le cui spoglie furono richieste intorno al V secolo dagli abitanti di Grottammare e quindi traslate a Santa Maria ai Monti. Credenze popolari raccontano che invece egli fu martirizzato a Grottammare, nei pressi dell’Oasi di Santa Maria ai Monti.

L'Oasi in una immagine dei primi del '900

La sua festa viene celebrata la settimana dopo Pasqua, e in quei giorni l’Oasi di S. Maria dei Monti di Grottammare si trasforma in un tripudio di canti, giochi, musica e spari, il tutto condito da abbondanti libagioni.

Una volta, in occasione della festa, veniva organizzata un’importante mostra di bestiame proprio davanti la chiesa, e il proprietario dell’animale risultato vincitore (toro, mucca o vitello) poteva tornare a casa con qualche nuovo attrezzo da lavoro. Oggi la mostra del bestiame non esiste più e ad essa si sono sostituite gare più moderne, come i tornei di calcetto o le corse in mountain-bike. Sono però sopravvissuti alcuni giochi di antica tradizione: la corsa nei sacchi, il palo della cuccagna, la rottura delle pigne, il torneo di briscola, la gara di bocce e quella della pastasciutta, che deve essere mangiata senza forchetta, servendosi della sola bocca.

Altri giochi non sono più in uso, ma il loro ricordo è ancora vivo tra gli anziani del paese: la corsa delle carriole piene d’acqua, la corsa con l’uovo nel cucchiaio e il gioco del porcellino d’India. Quest’ultimo consisteva nel porre a terra a semicerchio una serie di scatole di cartone, con una apertura sul davanti, ognuna delle quali aveva un numero corrispondente ad un biglietto. Una volta lasciato libero il porcellino all’interno del semicerchio, questo veniva stimolato con urla e grida affinché andasse a rifugiarsi nella scatola di cui si possedeva il numero. Forse, per la pace dei porcellini d’India, è stato meglio così. Comunque sia, ciò che conta è l’immutato piacere di vivere questa festa tutti insieme, piacere che si conclude con l’immancabile e tradizionale merenda nei campi adiacenti l’Oasi dei Monti.

 

NetStudio Productions
Progetto grafico: Paolo Pignotti e Nicolas Rachel, per NetStudio Productions
© 2000 NetStudio Productions  - All rights reserved