![]() |
|
![]() |
Già da molti secoli, e precisamente dal lontano 1571, Grottammare festeggia il suo Santo Patrono il 10 luglio. Ma S. Paterniano non è Protettore soltanto di Grottammare, bensì anche di Fano, sua città natale, e di altre trenta cittadine sparse in tutto il territorio nazionale.
Secondo la tradizione S. Paterniano nacque a Fano nel 275 d.C. e vi morì nell’anno 360. Sul luogo della sua sepoltura, il 10 luglio di un anno non precisato, avvennero fatti miracolosi che portarono alla costruzione di una chiesa; in un secondo tempo vi sorse un monastero che intorno al VII secolo divenne abbazia benedettina. Nel 1551 le reliquie del Santo vennero traslate nella attuale Basilica di Fano, finita di costruire proprio in quell’anno, ma fu solo nel 1623 che la città lo elesse a suo Patrono, dopo un’accesa seduta consiliare in cui S. Paterniano vinse di gran lunga sugli altri candidati (S. Orso, S. Fortunato, S. Eusebio) grazie ad una votazione quasi unanime a suo favore: 39 voti di preferenza su 40.
A Grottammare il culto del Santo risulta essere più antico. Nella sagrestia della chiesa di S. Agostino è stata murata una epigrafe in cui si legge: "Hic requiescit corpus beati Paterniani" (Qui riposa il corpo del beato Paterniano) proveniente da una antica chiesetta eretta già nel 1480 al di là dell’attuale fosso di Santa Lucia, su una preesistente curtis Sancti Paterniani. Che si tratti di un omonimo? Comunque sia, il culto di S. Paterniano a Grottammare è molto vivo e ne sono testimonianza l’impegno e la spesa che la comunità cittadina dedicava ai festeggiamenti in onore del Santo fin dai secoli passati. Fino a non molto tempo fa, nel giorno del Patrono, si svolgeva anche una fiera, oggi sostituita da una mostra-mercato. A questa si affiancano numerose altre iniziative, come la pesca di beneficenza, gli stands gastronomici e il concerto polifonico della Corale Sisto V.
Oggi, dopo la Messa Solenne concelebrata dai parroci di Grottammare e la processione per le vie del paese con il simulacro di S. Paterniano, che parte dal vecchio incasato, il momento culminante dei festeggiamenti si ha con lo sparo di numerosi mortaretti. Il rumore provocato da questi scoppi avrebbe, infatti, secondo una antica tradizione, la proprietà di "rompere le nuvole" e quindi di scongiurare le devastanti grandinate estive che metterebbero a rischio le colture della zona.
Che sia solo una diceria, non ne siamo sicuri: proprio il 10 luglio sono avvenute a Grottammare le grandinate più straordinarie, quelle poche volte che i festeggiamenti non sono stati all’altezza.
Progetto grafico: Paolo Pignotti e Nicolas Rachel, per NetStudio Productions
© 2000 NetStudio Productions - All rights reserved