Si tratta di una rievocazione storica e di una solennità civile e religiosa che affonda le sue radici in una tradizione molto antica e si celebra ogni qualvolta il I° luglio cada di domenica; la prima del secondo millennio si svolgerà nel 2001.

Chiesa di S. Martino - Foto Dino Cappelletti

Sebbene tale episodio non sia suffragato da documenti certi, si narra che, sul finire del 1175, Papa Alessandro III, capo della Lega dei Comuni Lombardi, durante il viaggio da Palermo a Venezia intrapreso per sollecitare aiuti per difendersi da Federico Barbarossa, fu costretto insieme alla sua flotta, a causa di un violento temporale, a rifugiarsi nel porto di Grottammare. Ospitato dai monaci dell’abbazia di S. Martino, fu invitato ad assistere ai tradizionali festeggiamenti che si svolgevano il primo luglio, che quell’anno capitava di domenica. I festeggiamenti furono così solenni e tanto numerosi i pellegrini accorsi che il Papa concesse "tante indulgenze quanti erano i granelli di sabbia che potevano essere contenuti nel suo gramaglio". Pensò inoltre di stabilire che sarebbe stata concessa l’indulgenza ogni volta che il primo luglio fosse caduto di domenica e negli otto giorni immediatamente antecedenti e seguenti.

Sagra Giubilare - Foto Hobby

Nel 1803 Papa Pio VII, su richiesta di ratifica del vescovo Bartolomeo Bacher, confermò l’indulgenza plenaria a tutti coloro che, in occasione della Sagra, si fossero recati alla Chiesa di S. Martino.

I festeggiamenti per la Sagra hanno inizio col vespro del 24 giugno quando un corteo di cavalieri, seguito da autorità religiose e civili precedute dal gonfalone civico, accompagna, dalla Pieve di S. Giovanni sino alla chiesa di S. Martino, lo stendardo rosso, i sacri simulacri e le icone. Lo stendardo rosso, simbolo della ricorrenza e della sacra concessione del privilegio giubilare, viene issato sul culmine della chiesa di S. Martino. La celebrazione si chiude la sera del I° luglio, quando un imponente corteo riporta lo stendardo e le sacre immagini alla chiesa di S. Giovanni.

Sagra Giubilare - Foto Hobby

Il corteo rievocativo della Sagra, accompagnato da una suggestiva fiaccolata, si compone di più parti: la prima, in costume, è la rievocazione storica dell’avvenimento che diede origine alla Sagra Giubilare e simboleggia dunque lo sbarco di Alessandro III a Grottammare nel 1175: suonatori di tamburi e chiarine precedono una cocca di 4 metri per 2, seguita da 6 templari a cavallo e 6 cardinali, il priore a cavallo e 8 monaci dell’ordine dei Benedettini, che accolsero il Papa nella Chiesa di S. Martino. Un bambino che suona una tromba e 4 bambini che portano le insegne dei quattro centri storici che hanno dato origine all’attuale incasato comunale precedono 4 gruppi di nobili. Dopo un gruppo di 6 damigelle, seguono le rappresentanze delle varie categorie sociali dell’epoca: contadini, pescatori, artigiani e boscaioli.

Sagra Giubilare - Foto Hobby

La seconda parte del corteo storico è composta da armigeri a cavallo che portano in processione lo stendardo rosso, donato dal vescovo di Fermo e accompagnato da un fuciliere che ha l’incarico di difendere lo stendardo.

La terza parte, strettamente religiosa, si apre con la Croce, cui seguono i rappresentanti delle Confraternite religiose, le statue dei Santi, seguite dal clero locale e dai partecipanti alla processione.

Alla rappresentazione partecipano da secoli molti fedeli per lucrare le sacre indulgenze, pari a quelle del Giubileo; si ricorda che nel 1714 oltre quarantamila pellegrini provenienti da tutta Italia vi presero parte.

 

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