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Liberty a Grottammare
I lineamenti del Liberty cominciano a profilarsi nella nostra regione negli anni 1902-1907, ma è solo dopo il 1910 che si registra un'ampia diffusione di edifici costruiti secondo i dettami del nuovo stile.
Essi vengono applicati prevalentemente alle architetture della "seconda casa" o "casa al mare", costruita spesso a ridosso dell'arenile con ampie aperture sul mare e giardini alberati e divenuta allo stesso tempo indispensabile elemento di benessere ed emblema di una agiata posizione sociale.
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Grottammare, insieme ad altre cittadine della costa adriatica, si pone in una posizione "particolare" rispetto ai grandi centri, italiani ed europei, che videro la fioritura e lo sviluppo di questo stile. Rinomata stazione balneare, essa era meta di villeggiatura di famiglie benestanti che vi fecero realizzare la cosiddetta "seconda casa", scegliendo spesso architetti noti e con esperienze di tipo "metropolitano" che trasportarono così sul litorale caratteri ed influenze proprie dell'Art Nouveau, anche se in ritardo rispetto ai grandi centri di diffusione di questo stile.
Il Liberty a Grottammare si caratterizza dunque per le forme espressive semplici ma particolarmente significative e per alcuni motivi tipici e ricorrenti, quali, ad esempio, le torrette, la tipologia derivata dalle architetture montane (chalet alpino con forti spioventi), gli affreschi e le maioliche con decorazioni floreali.
Proprio l'amministrazione comunale di Grottammare negli scorsi anni ha promosso il recupero del "luogo simbolo" del liberty locale, il Viale Colombo (ex Viale Marino).
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