Indice

La Storia

MENU

 

 

LE TRACCE DEL PASSATO REMOTO


Dalle origini al XVI secolo


 

Frequentata sin dal Neolitico, Grottammare deve il suo primo stanziamento ai Piceni, dei quali venne rinvenuta, in contrada San Paterniano, nel secondo decennio del 1900, una vasta necropoli con ricco corredo funerario, databile dal IX al IV secolo a. C.

Testa di guerriero colossale  - VII Secolo a.C. - NumanaL'ubicazione originaria di Grottammare è stata oggetto di discussioni e diatribe. Esistono due ipotesi: la prima è quella che si fonda sull'esame dei resti del tempio di una divinità pagana, la dea Cupra, che sono stati rinvenuti ad un chilometro circa a sud ed a sinistra del torrente Tesino, là dove ora si erge la medievale chiesa di San Martino, nella quale tali resti sono tuttora conservati.

Nella stessa zona sono stati rinvenuti anche altri reperti archeologici, che potranno essere studiati per convalidare la suddetta tesi, a testimonianza della costruzione nella zona di un tempio risalente al IX secolo a. C.

L'altra ipotesi sulle origini di Grottammare è legata alla presenza diErcole con clava - V Secolo a.C. -  Pantiere di Castelbellino alcuni ruderi di un antico villaggio che, con il nome di Pater Janus, sarebbe stato edificato sull'attuale Colle delle Quaglie, nell'estremità settentrionale del territorio comunale.

Anche in questo caso esistono ritrovamenti che potrebbero confermare l'ipotesi, quali alcuni ruderi di opus incertum , resti di un sepolcreto romano e alcuni ruderi di una chiesa di cui si fa menzione per la prima volta nel 1480, parlando di una Curte S. Paterniani.

Tutto ciò può confermare uno sviluppo notevole di Grottammare intorno al IX-VIII secolo a. C. I primi documenti che citano Grottammare, risalenti al X-XI secolo d.C., menzionano un castello di Cripte o Grupte ad mare. Precedentemente la località era invece indicata con il nome di Castrum Supportica o Subportica.

Anche la presenza di due nomi diversi ha suscitato perplessità negli storici, giunti però alla conclusione che i due toponimi non indicano la medesima località, ma si riferiscono a due distinti castelli, con diverse funzioni, dislocati in aree limitrofe: alle pendici del colle Supportica, luogo in cui si è sviluppato nei secoli l'insediamento abitativo; in cima al colle il castello di Grupte, costruzione fortificata adatta invece alla difesa, anche in virtù della sua elevata posizione a ridosso del mare.

L'autonomia di Grottammare era in questi secoli legata alla fiorente attività del suo porto, a cui si devono successivamente le alterne vicende di cessione, ora a feudatari locali, ora ai vescovi di Fermo. Durante la prima fase della dominazione sveva (1239 - 1248), Grottammare fu sottratta al dominio di Fermo ed amministrata direttamente dai vicari imperiali per mezzo di funzionari da essi nominati. Nell'opera di militarizzazione del territorio perseguita da La tavola PeutingerianaFederico II, Grottammare fu munita di una rocca, di cui esistono ancora i resti sulla collina che domina il vecchio incasato.

Nel 1248 i vescovi di Fermo ottennero dal legato pontificio l'annessione della rocca e del porto di Grottammare come compenso per essere ritornati sotto la soggezione della Santa Sede. Nel privilegio con il quale il Cardinale Raniero di Santa Maria in Cosmedin accoglie la sottomissione di Fermo alla Santa Sede, viene restituito alla città di Grottammare il gironem Gructarum ad Mare et castrum. Il 'girone' di cui si parla nel documento sembra debba essere identificato con la rocca voluta da Federico II.

Grottammare perse la sua autonomia nel 1259, quando il re Manfredi cedette definitivamente il castello cum suo porto alla città di Fermo, che lo tenne sempre in grande considerazione, grazie alla sua particolare posizione geografica e alla industriosità degli abitanti.

La storia di Grottammare, dopo la cessione alla città di Fermo, ricalca quella di molti altri centri dell'Italia che si trovano coinvolti nei frequenti e disastrosi passaggi di eserciti, nella guerriglia fratricida di città limitrofe e nelle scorrerie di pirati turchi, corsari inglesi, ecc....

Per gli assedi sostenuti, venne restaurata la cinta muraria del castello e, nel 1299, venne ampliato il porto per favorire i fiorenti traffici di cereali, legnami, olio e vino. Dell'attivo porto si parla ancora verso la metà del '400, sotto il dominio di Francesco Sforza.

Probabilmente proprio grazie alla fortificazione Grottammare poté respingere l'aggressione dei Ripani, i quali, nel 1445 circa, non potendo espugnare l'abitato, incendiarono le barche e fecero razzia nei campi e nei giardini. Ancora nel 1470 i Turchi non riuscirono a superare la barriera muraria, mentre nel 1525 i pirati di Dulcigno riuscirono ad espugnarla.

In seguito a questa pericolosissima incursione e temporanea occupazione del paese, Grottammare fu completamente circondata di mura, fortificata nelle porte, rafforzata con un torrione detto "della battaglia" posto a fianco di Porta Marina ed in esatta corrispondenza con il sottostante porto in modo da poter rispondere adeguatamente con i nuovi cannoni ad altre eventuali incursioni nemiche.

 

 

 
 
 

NetStudio Productions
Progetto grafico: Paolo Pignotti e Nicolas Rachel, per NetStudio Productions -  
© 2000 NetStudio Productions  - All rights reserved