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La Storia

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ATTIVITÀ ECONOMICHE NELLA STORIA


Turismo e Balneazione


 

Già nel XV secolo l'umanista Flavio Biondo lodava le bellezze paesistiche e naturalistiche di Grottammare e paragonava la sua spiaggia a quella di Capri.

Nel Seicento Grottammare risulta essere stazione climatica e termale di una certa rinomanza. Nell'Ottocento, Gaetano Mazzoni, illustre clinico romano, consiglia il luogo per periodi di convalescenza e un altro luminare della scienza positivista italiana, il fermano Augusto Murri, lo raccomanda per malati di bronchi e di pelle, affermando significativamente "l'arancio che vi vive liberamente dimostra meglio del termometro la mitezza del clima".

Lo scoglio di S. Nicola - Foto Dino CappellettiAttratti dal clima mite e dalle bellezze del paesaggio, soggiornano a Grottammare nell'estate del 1827, ospiti della contessa Azzolino, Girolamo Bonaparte, fratello minore di Napoleone, e sua moglie Caterina.

Nella seconda metà del XIX secolo, fu proprio la vacanza a scopo terapeutico ad inaugurare la stagione dei bagni. Conosciuto dunque come luogo curativo e termale, il centro rivierasco accrebbe la sua fama in seguito all'apertura del tratto ferroviario Bologna-Brindisi, avvenuta nel 1861, che fu determinante per lo sviluppo della stazione balneare.

L'attività turistica estiva conobbe il suo apice (si parla di circa 700 bagnanti l'anno) con la costruzione dello Stabilimento Bagni dei fratelli Rivosecchi, una piattaforma in legno costruita sul mare con 24 camerini, 12 a destra per gli uomini e 12 a sinistra per le donne, inaugurata nel luglio 1873.

Stabilimento "Bagni" dei F.lli Rivosecchi

A questo periodo risale la prima regolamentazione della balneazione emessa dal Comune di Grottammare in osservanza della pubblica decenza e per la tutela del buon costume. Questa prevedeva che agli uomini fosse riservato il tratto di spiaggia marina posto fra lo sbocco dell'attuale Corso e il torrente Tesino e alle donne la riva del mare compresa fra l'attuale via Laureati e le scogliere a nord del paese.

Agli ultimi anni del XIX secolo risalgono i primi opuscoli di propaganda turistica relativi a Grottammare; questi, oltre agli elogi del clima e del paesaggio e ai prezzi dei servizi disponibili sulla spiaggia, elencano le strutture ricettive e ricreative del paese, tra cui vi sono cinque ristoranti, diversi alberghi e sale da ballo, vari caffè e un tiro a segno.

Il periodo di massimo fulgore venne raggiunto agli inizi del XX secolo, quando l'attività turistico-ricettiva divenne preminente tanto da costituire una componente essenziale dell'economia locale.

Cessata la fase turistica legata al soggiorno terapeutico, iniziò ad affermarsi la mondana villeggiatura d'élite che portò alla costruzione, proprio a ridosso della spiaggia, di una moltitudine di villini Liberty voluti da nobili, artisti, ricchi proprietari terrieri ed industriali per trascorrere le vacanze estive.

Grottammare all'epoca - Foto Dino Cappelletti

All'epoca Grottammare vantava già un bel tratto di lungomare adornato di palme, denominato Viale Marino e ideato dal futuro sindaco Luigi Ricciotti. E non mancava, per quanto riguarda l'attività ricreativa, il primo cinematografo delle Marche, installato da Francesco Cameli.

Grottammare offriva così ai suoi facoltosi villeggianti comforts e strutture all'avanguardia che contribuirono a consolidare l'immagine di un centro balneare vivace ed esclusivo in grado di soddisfare le esigenze della borghesia elegante e raffinata che lo sceglieva per trascorrervi periodi di riposo e di svago.

Nel 1929 Grottammare è dichiarata ufficialmente dal Governo "stazione di cura, soggiorno e turismo" e nel corso degli anni Trenta aumentano le strutture per il divertimento: campi da tennis sul mare, circoli di ritrovo, nuovi cinematografi ed infine il Kursaal, il mitico locale da ballo che animò, per anni, le notti più esclusive della riviera adriatica.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il turismo balneare conosce una battuta d'arresto e quando l'attività riprende, il processo di sviluppo della "spiaggia di massa", iniziato durante il regime fascista lungo tutta la riviera adriatica e favorito dalle iniziative delle "colonie" e dei "treni popolari", arriva al suo compimento: Grottammare si trasforma così da stazione balneare d'élite in centro di soggiorno turistico affollato da famigliole del ceto medio che scelgono il posto per la spiaggia comoda e sicura ed i fondali bassi adatti per i bambini.

Panorama attuale  - Foto Dino Cappelletti

Dagli anni Sessanta in poi, il turismo a Grottammare cambia completamente fisionomia e si aprono le porte al turismo di massa col conseguente ampliamento della rete alberghiera e la forte espansione urbanistica, che non pregiudicano però il carattere signorile e fondamentalmente tranquillo della ridente cittadina balneare

 

 
 
 

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